“Dottoressa, a settembre devo rimettermi subito a dieta: durante le vacanze ho perso completamente le mie abitudini!”
È una frase che ascolto spesso al rientro dalle ferie.
Le giornate diventano nuovamente più frenetiche, ricominciano gli impegni di lavoro, la sveglia suona prima e il tempo da dedicare a noi stessi sembra diminuire improvvisamente. A tutto questo può aggiungersi il desiderio di “rimediare” a ciò che abbiamo mangiato durante le vacanze.
Ma voglio dirti subito una cosa: settembre non deve trasformarsi nel mese delle punizioni.
Non abbiamo bisogno di digiunare, eliminare intere categorie di alimenti o sottoporci ad allenamenti estenuanti. Abbiamo bisogno di ritrovare, in punta di piedi, una routine che ci faccia sentire bene e che sia realmente compatibile con la nostra quotidianità.
Il vero obiettivo non è tornare perfetti nel giro di pochi giorni, ma costruire nuovamente equilibrio, energia e pace con il cibo.
Non devi “recuperare” le vacanze
Quando rientriamo da un periodo in cui abbiamo mangiato in maniera diversa, ci siamo mossi meno o abbiamo modificato i nostri orari, è facile pensare di dover compensare.
Così iniziamo a saltare la colazione, a pranzare con pochissimo o a eliminare completamente pane, pasta e altri alimenti che consideriamo responsabili dell’aumento di peso.
Questo approccio, però, ci riporta immediatamente dentro una logica fatta di privazione e senso di colpa.
Il nostro corpo non è una calcolatrice e le oscillazioni che vediamo sulla bilancia dopo le vacanze non corrispondono necessariamente a un reale aumento della massa grassa. Possono dipendere anche dalla maggiore presenza di acqua, dai cambiamenti nell’assunzione di carboidrati e sale, dall’attività intestinale e dalla diversa regolarità delle giornate.
Per questo motivo, prima di giudicare il nostro corpo, dobbiamo concedergli il tempo di ritrovare i suoiritmi.
Non lavoriamo sulla sottrazione. Iniziamo ad aggiungere nuovamente salute, nutrimento e movimento.
Prima del piano alimentare, riorganizza gli orari
Il primo passo non consiste nel preparare pasti perfetti, ma nel creare alcuni punti fermi durante la giornata.
Con il ritorno in ufficio possiamo provare a individuare degli orari realistici per:
- la colazione;
- il pranzo;
- l’eventuale spuntino;
- la cena;
- il momento dedicato al movimento;
- il riposo serale.
Non è necessario mangiare ogni giorno alla stessa ora esatta. La flessibilità fa parte di una relazione sana con il cibo. Tuttavia, avere una struttura di riferimento può aiutarci a non arrivare alla sera affamati, stanchi e senza energie per scegliere o preparare ciò di cui abbiamo realmente bisogno.
La routine non deve diventare una gabbia. Deve essere un supporto.
Organizza i pasti senza inseguire la perfezione
Uno degli errori più frequenti di settembre è quello di voler cambiare tutto contemporaneamente.
Si prepara un menu rigidissimo, si riempie il frigorifero di alimenti che non fanno parte delle proprie abitudini e si programma un’intera settimana senza lasciare spazio agli imprevisti. Dopo pochi giorni, inevitabilmente, il programma salta e nasce la sensazione di aver fallito.
Per organizzarti meglio, puoi partire da tre semplici domande:
- Quanti pasti consumerò fuori casa?
- In quali giorni avrò meno tempo per cucinare?
- Quali alimenti semplici posso preparare in anticipo?
Non serve trascorrere tutta la domenica in cucina. Può essere sufficiente cuocere alcune verdure, preparare una fonte di carboidrati, tenere disponibili legumi, uova, pesce, carne o altre fonti proteiche e avere in casa frutta fresca e alimenti utili per comporre velocemente i pasti.
Le Linee guida italiane del CREA invitano a variare l’alimentazione, a consumare quotidianamente frutta e verdura e ad alternare le diverse fonti alimentari. Non esiste quindi un unico alimento capace di renderci sani, così come un singolo pasto più ricco non può compromettere da solo il nostro percorso.
Come comporre il pranzo da portare in ufficio
Il pranzo dovrebbe aiutarci ad affrontare il resto della giornata con energia, senza lasciarci eccessivamente appesantiti o affamati dopo poche ore.
Possiamo costruirlo associando, in base alle nostre esigenze: una fonte di carboidrati, come pasta, riso, pane, patate, farro o altri cereali; una fonte proteica, come legumi, pesce, uova, carne, formaggi o alternative adatte alla persona; una porzione di verdura; una fonte di grassi, come l’olio extravergine di oliva; eventualmente della frutta.
Ad esempio, possiamo preparare un’insalata di riso con verdure e legumi, un panino ben farcito accompagnato da verdure, una pasta fredda con una fonte proteica oppure utilizzare gli avanzi della cena precedente.
Non esiste un pranzo da ufficio perfetto per tutti. Le quantità, gli abbinamenti e la distribuzione dei nutrienti devono essere adattati alla persona, al suo stato di salute, all’attività fisica, agli orari e agli obiettivi.
Un piano alimentare efficace è sempre come un abito cucito su misura.
Gli spuntini non sono obbligatori
Anche lo spuntino deve rispondere a un bisogno reale, non a una regola universale.
Per alcune persone è utile perché tra pranzo e cena trascorrono molte ore. Per altre non è necessario.
Possiamo scegliere, ad esempio, frutta, yogurt, frutta secca o un piccolo panino, valutando sempre esigenze personali, eventuali patologie e attività svolta.
La domanda da farci non è: “Qual è lo spuntino che fa dimagrire?”.
La domanda corretta è: “Di cosa ho bisogno per arrivare al pasto successivo con un livello di fame gestibile?”
Imparare a riconoscere fame, sazietà ed energia ci rende più autonomi e ci permette di vivere l’alimentazione con maggiore sintonia.
Riprendi il movimento partendo dalla tua giornata reale
A settembre molte persone passano dall’immobilità delle vacanze alla promessa di allenarsi tutti i giorni.
Anche in questo caso, il rischio è quello di partire con obiettivi troppo impegnativi e abbandonarli dopo poche settimane.
Il movimento non deve essere una punizione per ciò che abbiamo mangiato. È uno strumento per prenderci cura del corpo, mantenerlo forte e migliorare il nostro benessere psicofisico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti almeno 150-300 minuti settimanali di attività aerobica moderata, oppure 75-150 minuti di attività intensa, insieme ad attività di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana. Questi numeri rappresentano un obiettivo generale di salute, non qualcosa che dobbiamo necessariamente raggiungere tutto e subito.
Possiamo iniziare con azioni semplici:
- camminare per una parte del tragitto casa-lavoro;
- utilizzare le scale;
- fare una breve passeggiata durante la pausa pranzo;
- alzarci regolarmente dalla scrivania;
- programmare due allenamenti sostenibili durante la settimana;
- riprendere gradualmente l’attività sportiva che amiamo.
Anche le piccole quantità di movimento hanno valore. L’attività fisica regolare contribuisce al benessere psicofisico e può avere effetti positivi anche su umore e qualità del sonno.
Come atleta, so bene quanto sia facile pensare che un allenamento abbia valore soltanto quando è intenso. In realtà, anche nello sport, la continuità è spesso più importante dell’entusiasmo dei primi giorni.
Il corpo non ha bisogno di essere sfinito. Ha bisogno di essere allenato, rispettato e ascoltato.
Non dimenticare acqua e riposo
Con il rientro in ufficio possiamo trascorrere molte ore concentrati sul lavoro e accorgerci soltanto a fine giornata di aver bevuto pochissimo.
Tenere una borraccia sulla scrivania può diventare un semplice promemoria. L’obiettivo non è raggiungere una quantità identica per tutti, ma distribuire l’idratazione durante la giornata, considerando clima, attività fisica, alimentazione e caratteristiche individuali.
Anche il sonno fa parte del percorso. Tornare gradualmente a orari regolari, ridurre l’uso degli schermi prima di dormire e lasciare al corpo un adeguato tempo di recupero può aiutarci ad affrontare meglio la nuova routine.
Alimentazione, movimento e riposo non sono compartimenti separati. Sono pilastri che lavorano insieme.
Una settimana di rientro, senza stress
Per la prima settimana puoi provare a concentrarti soltanto su poche azioni:
- stabilire degli orari indicativi per i pasti;
- organizzare in anticipo due o tre pranzi;
- portare con te acqua e uno spuntino, quando necessario;
- camminare almeno qualche minuto ogni giorno;
- programmare uno o due momenti di attività fisica;
- tornare gradualmente a un orario regolare per il sonno.
Non serve fare tutto perfettamente.
Se una giornata non va come avevi programmato, non hai rovinato il percorso. Puoi semplicemente riprendere dalla scelta successiva, senza aspettare il lunedì e senza punirti.
Settembre può essere un nuovo inizio, non una nuova dieta
Il rientro dalle vacanze può diventare un’occasione per ascoltarci e comprendere quali abitudini ci fanno realmente stare bene.
Non dobbiamo dichiarare guerra al nostro corpo. Dobbiamo imparare a lavorare insieme a lui.
Nel metodo Healthy & Strong, il punto di partenza non è soltanto il peso indicato dalla bilancia.
Attraverso l’anamnesi fisio-patologica, la valutazione delle abitudini e, quando necessario, l’analisi della composizione corporea con impedenziometria, possiamo comprendere ciò di cui il corpo ha realmente bisogno.
Perché il nostro obiettivo non è semplicemente mangiare meno.
È nutrirci meglio, sentirci più energici e costruire abitudini che possano accompagnarci anche nei periodi più impegnativi. Con equilibrio, flessibilità e amore verso noi stessi.
Se desideri riorganizzare la tua alimentazione e il tuo movimento con un percorso costruito intorno alla tua vita, scrivimi. Inizieremo insieme, un passo alla volta.
Richiedi il tuo consulto telefonico gratuito
Sei indecisa/o se intraprendere un percorso nutrizionale? Hai avuto esperienze passate con nutrizionisti che non ti hanno convinto?
Grazie al consulto telefonico gratuito e senza impegno, potrai capire se sono la persona giusta per te, comodamente e senza dover venire in ambulatorio. Sarà l’occasione per raccontarmi le tue problematiche e i tuoi obiettivi, e insieme valuteremo il percorso più adatto alle tue esigenze.


